Giovanni dalle Bande Nere

Nel 1850 in piazza San Lorenzo trovò spazio un monumento dalla storia accidentata.

Tutto iniziò il 26 maggio 1540 quando Cosimo I incaricò Baccio Bandinelli di realizzare una statua in onore del padre, Giovanni dalle Bande Nere. 

Bandinelli era uno scultore capace, ma il suo talento non era minimamente paragonabile a quello dei suoi contemporanei, Michelangelo e Cellini; in quel tempo la sua opera più importante, Ercole e Caco, veniva ampiamente criticata per l’esagerazione dei muscoli. 

Le critiche non mancarono neanche per la statua di Cosimo I destinata al salone dei Cinquecento e che l’artista non riuscì mai a rendere somigliante al Duca. 

Ancora più criticata rimane l’opera dedicata al capitano di ventura e unico uomo d’armi della famiglia dei Medici, Giovanni dalle Bande Nere.

La statua era destinata alla cappella Negroni all’interno della Basilica di San Lorenzo; il modesto spazio a disposizione indusse l’artista a riprodurre il condottiero seduto su un basamento e non a cavallo o in posizione da battaglia.

Quando Cosimo I  vide l’opera del Bandinelli, cambiò idea sulla sua collocazione; la statua fu posta nella sala delle udienze in Palazzo della Signoria, mentre il basamento trovò spazio in piazza San Lorenzo e solo nel 1850 la statua si riunì con il suo piedistallo. 

I fiorentini consapevoli delle vicende che avevano accompagnato il monumento non mancarono di ironizzare sugli spostamenti e sulla singolare posizione del grande condottiero: “Messer Giovanni dalle Bande Nere, dal lungo cavalcar annoiato e stanco, scese di sella e si mise a sedere”.

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