Auschwitz – marzo 2010

Auschwitz – marzo 2010

Il nome originario della cittadina in cui i tedeschi costruirono questo campo di concentramento era Oświęcim.
Con il nome di Auschwitz si identificano in realtà diversi campi sorti nella zona durante l’occupazione nazista. Ma sono tre i più conosciuti, due dei quali visitabili:
– Auschwitz I è il campo originario, un campo di concentramento, quello conosciuto per la scritta posta all’ingresso. Qui morirono circa 70 mila persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Sempre qui, nel settembre del 1941 venne sperimentato per la prima volta il gas Zyklon B per l’uccisione di 850 persone… come è noto, poi venne utilizzato in larga scala per lo sterminio degli ebrei;
– Auschwitz II, o Birkenau (dal nome della cittadina a cui era vicino, in polacco Brzezinka), è il campo di sterminio vero e proprio, quello in cui è ancora possibile vedere i forni, quello conosciuto per il binario posto nel mezzo del campo. Qui morirono oltre un milione e centomila persone, in magfioranza ebrei, ma anche russi, polacchi, prigionieri di guerra, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova e zingari;
– Auschwitz III, o campo di lavoro di Monowitz (in polacco Monowice), quello in cui fu rinchiuso Primo Levi.
Vi erano altri 45 sotto-campi, i cui prigionieri erano utilizzati dai tedeschi nelle loro fabbriche costruite nei dintorni.

Cracovia – marzo 2010

Cracovia – marzo 2010

Della storia antica di Cracovia non si sa molto. La prima menzione ufficiale del suo nome si ebbe solo nel 966 da un mercante ebreo spagnolo, che la descrisse come un importante centro commerciale nell’Europa slava. Secondo la leggenda, le origini di Cracovia hanno inizio presso la collina di Krakus. Si narra che il giovane principe di una tribù slava, Krak, sconfisse il drago che terrorizzava da tempo il vicino villaggio.

Il simbolo della città è un drago, e anche su questo vi è una leggenda. Lungo il fiume si trova la statia in metallo dedicata al drago, lo smok. Secondo la leggenda questo drago terrorizzava la collina di Wavel divorando ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle. Il re decise di dare in sposa la propria figlia a chi fosse riuscito ad uccidere il drago: tutti i cavalieri fallirono, ma un calzolaio furbo riuscì nell’intento facendo mangiare al drago una pecora piena di zolfo.

La Resurrezione di Piero della Francesca a Sansepolcro

La Resurrezione di Piero della Francesca a Sansepolcro

La Resurrezione di Piero della Francesca a Sansepolcro.
Si narra che durante il secondo conflitto mondiale, questo dipinto abbia salvato la città.
È infatti noto che il capitano britannico delle forze alleate Antony Clarke avesse predisposto il cannoneggiamento di Sansepolcro ma che ne abbia interrotto il fuoco ricordandosi di uno scritto di Aldous Huxley nel quale si definiva questa resurrezione come ‘la più bella pittura del mondo’.
… davvero, in questo caso, la bellezza ci ha salvato!

John Lennon, Central Park – aprile 2009

John Lennon, Central Park – aprile 2009

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us, only sky
Imagine all the people
Livin’ for today

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion, too
Imagine all the people
Livin’ life in peace

John Lennon venne ucciso la sera di lunedì 8 dicembre 1980 con 4 proiettili sparatigli alle spalle da Mark David Chapman, un fan squilibrato, con una pistola calibro 38 nell’ingresso del Dakota Building, sua residenza a New York. Lennon era appena tornato da una seduta di registrazione al Record Plant Studio insieme alla moglie Yōko Ono.
Gravemente ferito, Lennon venne dichiarato morto all’arrivo al Roosevelt Hospital. Poco tempo dopo, delle stazioni radio locali diffusero la notizia della morte dell’ex Beatle, e una folla di suoi ammiratori si riunì nei pressi del Roosevelt Hospital e davanti al Dakota. Il corpo di Lennon fu cremato al Ferncliff Cemetery di Hartsdale (New York), due giorni dopo il decesso; le sue ceneri furono consegnate alla moglie, che scelse di non far celebrare nessun funerale.
Chapman venne condannato per omicidio di secondo grado; non è mai uscito dal carcere in quanto gli è stata ripetutamente negata la richiesta di libertà vigilata. Sono state promosse anche campagne contro la sua scarcerazione.

Nel 2005 venne realizzato il Strawberry Fields Memorial, un’area dedicata alla memoria di Lennon a Central Park. Il nome si ispira alla canzone Strawberry Fields Forever dei Beatles. Fu concepito da Bruce Kelly. Il memoriale venne inaugurato in occasione del quarantacinquesimo anniversario della nascita di Lennon, il 9 ottobre 1985, in presenza della vedova Yōko Ono che aveva contribuito alle spese.
Il mosaico fu realizzato in Campania da artigiani della zona vesuviana e donato al New York City Council dal Comune di Napoli. L’opera riproduce un mosaico pompeiano conservato nella stanza n.58 del Museo Archeologico di Napoli.

Balto, Central Park – aprile 2009

Balto, Central Park – aprile 2009

Vi ricordate il cartone dedicato a Balto? Quello che mandano in onda ogni volta sotto Natale. Beh Balto è esistito davvero e ha veramente salvato un villaggio dell’Alaska da un’epidemia.
Nel novembre del 1925 a Nome (Alaska) scoppiò un’epidemia di difterite che uccise molti bambini e rese necessari un milione di unità di antitossina. La scorta più vicina si trovava a Anchorage, a oltre 1700km da Nome, e poteva essere portata in treno solo fino a Nenana, a poco menp di mille km dalla destinazione. A causa del maltempo il trasporto non era possibile né in nave né in aereo. Si decise di ricorrere ai cani da slitta e si organizzò una staffetta con venti mute di cani. La steffetta vide i cani viaggiare con una temperatura media di 40° sotto lo zero. Riuscirono a far arrivare il siero in poco più di 5 giorni. La staffetta si concluse grazie a Balto che arrivò a Nome il 2 febbraio del 1925.
Poiché fu lui il cane che completò la staffetta, si vide dedicare, oltre al cartone e a un film, anche una statua a Central Park scolpita da Frederick George Richard Roth nel 1927. Il vero ereo della staffetta in realtà fu Togo, che fece il tragitto più lungo e pericoloso del percorso.

“Dedicata all’indomabile spirito dei cani da slitta che traportarono sul ghiaccio accidentato, attraverso acque pericolose e tormente artiche l’antitossina per seicento miglia da Nenana per il sollievo della ferita Nome nell’inverno del 1925. Resistenza – Fedeltà – Intelligenza”

Ellis Island – aprile 2009

Ellis Island – aprile 2009

Ellis Island, all’ombra della Statua della Libertà, è un’isoletta artificiale che dal 1892 al 1954 è stata la porta dei migranti per gli Stati Uniti. Passarono da qui oltre 12 milioni di persone
Oggi l’isolotto è la sede dell’Ellis Island Immigration Museum, che racconta la storia delle migrazioni.
Una curiosità: è stato stimato che quasi la metà degli americani di oggi può rintracciare nella propria storia familiare almeno una persona passata per l’isola.
All’arrivo ogni migrante doveva esibire i documenti di viaggio con le informazioni della nave con cui era arrivato, poi veniva sottoposto a una visita medica. Chi la superava veniva portato nella Sala dei registri, dove vi erano ispettori che segnavano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, riferimenti a conoscenti già presenti nel paese, professione e precedenti penali. Poi ricevevano il permesso di sbarcare e venivano portati al molo del traghetto per Manhattan.
Quelli che non superavano la visita medica venivano portati in un’altra stanza per ulteriori controlli. Coloro che non erano idonei venivano fatti salire sulla barca che li aveva portati per farli tornare indietro.

Oggi, attraverso dei computer, oppure uscendo fuori attraverso delle immense targhe, è possibile trovare i nomi dei propri parenti che giunsero negli Stati Uniti. Io sono riuscita a trovare qualcuno, e voi?

“Damosseno” Antonio Canova

“Damosseno” Antonio Canova

(… continua dopo il post precedente…) Damosseno assume atteggiamenti di sfida rabbiosa e di inganno: il braccio destro è ritirato e nascosto, pronto a vibrare il colpo mortale, la mano è irrigidita, la vita inarcata, il volto presenta i tratti di una vile brutalità. Si protegge il petto con il braccio sinistro, quasi voglia farsene scudo. Tra le due statue, Creugante fu concepito senza commissione, ma venne poi acquistato da Papa Pio VII nel 1801 per i Musei Vaticani per compensare il vuoto lasciato dai capolavori antichi portati in Francia dalle armate napoleoniche. La statua di Damosseno, invece, fu commissionata dal governo pontificio dopo l’acquisto del suo compagno, per venire collocata al suo fianco nel 1806.
Nelle mie foto (scattate al Mann di Napoli in una mostra temporanea nel 2019) sono ritratte le opere in gesso custodite nella Gypsoteca – Museo Canova di Possagno; quelle in marmo, come detto sopra, sono ai Musei Vaticani a Roma.

La Grande Muraglia- Meraviglia del mondo moderno

La Grande Muraglia- Meraviglia del mondo moderno

La Grande Muraglia costruita a partire dal 215 a.C. per volere del’imperatore Qin, lo stesso a cui se deve il Esercito di Terrcotta di Xi ‘An e lunga 8850 km.
Fu completa durante la dinastia Ming nel XIV secolo.
Una delle sette meraviglie del mondo moderno.
UNESCO – Patrimonio dell’umanità

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